28 luglio 2011

Eco-baby non sempre cruelty-free

Durante le nostre navigazioni alla ricerca del cruelty-free, ci è capitato spesso di vedere capi di abbigliamento derivati da pelli animali associati a concetti come "naturale" ed "eco-bio".
Ovviamente la cosa ci lascia a dir poco perplesse: qui non parliamo solo di  pellicce - o di pezzi di pelliccia - che ormai ornano qualsiasi capo di abbigliamento, dai cappotti ai cappelli, dalle scarpe ai bomber per bambini fino ad arrivare agli assurdi porta-bimbi in cincillà.


Parliamo invece del famigerato "vello d'agnello" e delle sue straordinarie virtù sulla crescita dei piccoli esseri umani.

Nessuno vuole mettere in dubbio l'enorme mole di studi psicanalitici sull'importanza del contatto del neonato con il calore del corpo materno; quello che ci lascia sgomente è considerare la pelliccia di un essere senziente un surrogato della pelliccia materna.

Eh no, non ci siamo! Esistono fibre tessili naturali e materiali bio, prodotti senza sofferenze animali e nel rispetto dell'equo-solidale, con cui è possibile realizzare avvolgenti copertine, freschi sacchi per passeggini, seggiolini per bambini.


Una cosa è certa: se i bambini, creature sensibili e pure, sapessero realmente come vengono allevati e uccisi milioni di animali prima di essere trasformati in morbidi cappotti, scarpette e copertine, sarebbero molto più recalcitranti nell'indossarli e nel vederli indossati dalla loro mamma...o no?

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