28 novembre 2012

Ancora cappotti!

Ecco un'altra rassegna di cappotti, come vi avevamo promesso. Cliccate sulle immagini per sapere dove potete trovarli in vendita...




3 commenti:

  1. Sono tutti carinissimi! L'ultimo però è della marca Mango; una tra quelle che faceva produrre capi nella fabbrica che è bruciata in Bangladesh, dove 120 persone sono arse vive perchè le uscite di sicurezza erano troppo piccole. Anche la H&M non è certo famosa per la sostenibilità delle sue produzioni. Non voglio fare nessuna polemica soprattutto su questo splendido blog ma credo che i capi che compriamo devono essere davvero etici, non solo per gli animali ma anche per le persone. Questa è semplicemente una riflessione e non una critica verso nessuno, so quanto sia difficile acquistare capi che combinino la loro eticità con una sicura provenienza, soprattutto quando si deve rispettare anche il budget.
    Martina

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  2. Che belli, Ariel, sul cappottino rosso ci sto facendo un pensierino, non costa nemmeno questa grande cifra...ma non c'è il link del montgomery, ci dai le informazioni please?
    Grazie!

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  3. i ho messo anche il link del montgomery che era sfuggito!

    Martina, tu hai perfettamente ragione, ma come spesso ripetiamo, non vogliamo fare neanche demagogia perchè sappiamo che nella vita di tutti i giorni non sempre si riesce a comprare etico al 100% e anche chi cerca di farlo prima o poi si ritrova a dover comprare qualcosa in un negozio tradizionale, in primis per questioni economiche, e poi per praticità, perchè semplici da trovare
    purtroppo gran parte degli oggetti che ci circondano sono fatti in aziende di cui non abbiamo alcuna garanzia circa le condizioni di lavoro: pensiamo solo ai nostri telefonini, ai loro componenti, a tutti gli elettrodomestici che abbiamo in casa (ormai raramente made in italy), per non parlare di ogni asciugamano, scolapasta, maniglia della porta, etc.etc.

    e così se potessimo parlare di prodotti e marchi etici al 100% (a cui diamo sempre la precedenza) lo faremmo con grande gioia, ma poi ci ritroviamo a fare i conti con la vita "reale", in tanti ci chiedono di non spendere troppo e allora tra un capo in lana e uno in sintetico o in panno di cotone...

    grazie però per la tua attenzione al problema, è un nostro grande cruccio dover scendere a patti con portafoglio, etica e disponibilità sul mercato

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